Le chiese Patrimonio dell'Umanità

Il corso del paese “Ecco, questo è il corso del paese, la strada più amabile che io conosca. Fiancheggiata da piccoli palazzi dell’Ottocento, essa scende dapprima in lievissimo declivio formando un ampia curva e poi ricomincia a salire, sempre più ripida in rettifilo, fino a quasi alla cima della montagna. Le facciate dei palazzi sono verdi, azzurre o rosse, ma di quei colori antichi che la luce, il vento, la pioggia e il muschio hanno modulato per centinaia di anni e perciò si sono fatti tenui come un’ombra. Balconi architravi sono di pietra bianca scolpita, ma anche le sculture ormai levigate dal tempo, hanno assunto altre forme più misteriose e sfuggenti.”
Giuseppe Fava


Chiesa di San Paolo Patrimonio dell'Umanità

La Basilica di San Paolo nasce sulla vecchia chiesa di Santa Sofia. Dichiarata dall’Unesco monumento Patrimonio dell’Umanità, ha una facciata barocca a tre ordini con pronao che si sviluppa in un poderoso gioco plastico di luci e ombre. I tre ordini della facciata sono cadenzati da archi e colonne sormontate da capitelli corinzi. La facciata è costellata da sei coppie di statue degli Apostoli. L’interno a tre navate, con due absidi laterali che racchiudono le due navate minori, si trovano undici altari, di cui due siti nelle cappelle laterali.

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Chiesa di San Sebastiano Patrimonio dell'Umanità
Nella Piazza del Popolo si erge la chiesa di San Sebastiano con la sua scenografica gradinata. Riedificata dopo il terremoto del 1693, è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. La facciata barocca, a tre ordini, è opera di Mario Diamanti. L’interno è a tre navate, con due cappelle in corrispondenza delle navate laterali. Sulla volta della navata centrale si trovano tre grandi affreschi ottocenteschi, ma anche pregevoli stucchi e marmi pregiati. In sagrestia si può ammirare un enorme armadio con intagli e bassorilievi di elevato livello artistico. Viene attribuito ai Costa, nota famiglia palazzolese di ebanisti. Da ricordare l’imponente organo costruito da Carlo Del Piano nel 1728-29 e che rimane fra i più pregevoli di Sicilia.

Chiesa dell’Annunziata

La chiesa dell’Annunziata, nell’omonima via, è il gioiello del barocco palazzolese. Riedificata dopo il terremoto del 1693, la facciata si caratterizza per le quattro colonne tortili binate, riccamente adornate da tralci di vite e fregi. L’esterno della chiesa si distingue per l’ampio portale, caratterizzato da quattro colonne tortili binate, riccamente adornate da tralci di vite e fregi, che rappresentano motivi agresti. L’interno della chiesa è a tre navate, ritorna il motivo ornamentale agreste nelle alte arcate della navata centrale. Particolare è l’altare maggiore in marmo colorato, raffigurante uccelli e delicati motivi floreali che richiamano l’allegoria della Primavera. Nel 1474 Antonello da Messina, su commissione del rettore della chiesa, dipinse su legno un grande quadro dell’Annunciazione, il capolavoro rimase all’interno della chiesa fino al 1906.

Chiesa dell’Immacolata

La chiesa dell’Immacolata, su corso Vittorio Emanuele, dall’elegante facciata barocca convessa, unica nel suo genere a Palazzolo, custodisce la statua, realizzata in marmo bianco di Carrara, della Madonna col bambino eseguita da Francesco Laurana tra il 1471 ed il 1472, alta 190 cm, e poggiante su una base con iscrizione ”Sancta Maria de la Gratia de Palaczu” e un bassorilievo della Dominio Virginis. Su un lato della base è inoltre scolpito uno scudo con sei palle, che è lo stemma degli Alagona, baroni del paese, committenti dell’opera; sull’altro lato uno scudo con leone rampante. Anticamente la statua aveva il manto con orlo e stelle d’oro ed il volto dipinto, fu poi lavata nel 1925 e perse la bellezza pittorica, presentandosi oggi tutta bianca. La statua è considerata la più bella Madonna scolpita dal Laurana

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Chiesa Madre

La chiesa Madre, ricostruita dopo il terremoto del 1693, è la chiesa più grande del paese. L’interno a tre navate custodisce ricchi decori in pietra e preziose tele. In sagrestia un monumentale “Casserizio” datato al 1760, custodisce il prezioso archivio vicariale. La facciata è divisa in due ordini: in quello inferiore si distingue il portale centrale con copertura a timpano e ai lati due nicchie prive di statue. Chiude la parte superiore di quest’ordine un architrave decorato con metope e triglifi. L’interno è diviso in tre navate: l’abside maggiore presenta un coro ligneo settecentesco.

Piano matrice
“Io conosco ogni angolo, ogni pietra di questo luogo, le scalinate segrete che s’infilano fra le case e sbucano sull’alto monte, i minuscoli cortili, le antiche strade settecentesche, le fontane… Questa è la piazza della Matrice, chiusa fra due piccole colline: da una parte la chiesa madre con la grande facciata grigia dall’altra la basilica di san paolo, tutta gremita di archi, colonne, e coronata in cima dalle statue degli apostoli. Tutt’intorno il fianco della montagna si apre dolcemente come una conchiglia: strade, terrazze, case, tetti, balconi, orti, scalinate, alberi, scendendo in declivio fino a questa grande piazza deserta.”
Giuseppe Fava

Chiesa di San Michele

La chiesa di San Michele fu costruita fra il XV ed il XVI e riedificata dopo il terremoto del 1693. La facciata si eleva su una gradinata e si sviluppa su due ordini. Spicca a sinistra la torre campanaria esagonale racchiusa da una cupola. L’interno è suddiviso in tre navate con colonne di pietra bianca a fusto liscio sormontate da capitelli corinzi.

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Chiesa di Sant’Antonio Abate

La chiesa di Sant’Antonio Abate fu costruita nel 1634, ma fu distrutta dal terremoto del 1693. Riedificata poi nel ‘700, non è stata mai completata. La facciata è incompleta: manca il secondo campanile, mentre nell’interno è stata costruita solo la navata centrale e una parte della navata destra. Si possono ammirare diverse tele negli altari. Vi si venera Maria Addolorata.

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Chiesa di San Francesco e del Covento

Chiesa di San Francesco
La chiesa è di recente costruzione, adiacente ad essa era un grande convento, fondato nel 1574 e tenuto dai frati Cappuccini, che contava più di trenta celle. I due edifici furono distrutti dal terremoto del 1693; la chiesa fu riedificata grazie alle elemosine dei fedeli e completata nel 1710. L’architettura esterna della chiesa è molto semplice e lineare con la facciata di copertura a timpano. L’interno della chiesa rispetta i canoni degli edifici francescani, ad una sola navata, con l’altare maggiore ligneo, che si conserva ancora oggi arricchito con due statue di cartapesta.
Chiesa del Convento
La costruzione della chiesa del Convento ebbe inizio nel 1870. Il complesso sostituì l’antico convento soppresso nel 1866. La chiesa è ad un’unica navata, in sacrestia è custodito un pregevole armadio settecentesco in noce con intarsi in cipresso che si trovava nel vecchio convento. La facciata è a due ordini dei quali quello inferiore con al centro un grande portale, affiancato da due nicchie, quello superiore, con una sola finestra centrale, è sormontata da un timpano con croce centrale. Sulla parete destra della navata è posta la copia del quadro, “Sacre stimmate di San Francesco”, dipinto dal cav. Domenico Provenzani. Il convento annesso alla chiesa e di grandi dimensioni è costituito da numerose celle.

I palazzi nobiliari

Palazzo Ferla
di Tristaino La facciata del Palazzo Ferla di Tristaino, in via Garibaldi, oggi denominato palazzo Pricone, presenta pregevoli mensoloni barocchi, il portale è sormontato dallo stemma nobiliare della famiglia Ferla di Tristaino.
Palazzo Lombardo Cafici
Il Palazzo Lombardo Cafici si trova lungo via Garibaldi, risale al XVIII sec. e vanta la più lunga balconata barocca del mondo. I mensoloni raffigurano mascheroni antropomorfi con vivaci espressioni grottesche.

I palazzi nobiliari

Palazzo Rizzarelli
Spadaro Il Palazzo Rizzarelli Spadaro è uno dei più importanti palazzi storici barocchi della città, essendo stato la residenza del principe di Calabria e di Palazzolo Guglielmo Ruffo. L’immobile è stato recentemente restaurato ed è sede del Museo delle Tradizioni nobiliari.
Palazzo Zocco
L’accesso al Palazzo Zocco si apre in un atrio su via Roma, ma la facciata principale si sviluppa su piazza Umberto I, nella quale un interessante balconata presenta mensoloni con bassorilievi di elevato livello artistico, che si dice provengano dal distrutto Castello.
Palazzo Sardo
situato in via San Sebastiano, appartiene all’omonima famiglia aristocratica palazzolese. E’ un elegante edificio liberty: la facciata è disposta in tre ordini orizzontali con un corpo centrale elegante; nell’ordine inferiore ci sono cinque portali di cui quello centrale ha una forma arcuata caratterizzato da due statue che raffigurano degli uomini seminudi che sorreggono il balcone centrale del palazzo, mentre gli altri sono di forma rettangolare; c’è poi un elegante balcone centrale con un’inferriata in ferro battuto con una apertura a bifora.

Palazzo Municipale

Palazzo Municipale
La costruzione del Palazzo Municipale ebbe inizio nel 1908 sul sito ove sorgeva la Badia, antico monastero delle monache benedettine. L’edificio ha una complessiva struttura architettonica classica con intagli decorativi in stile liberty.

I palazzi e il corso

Palazzo Pizzo
Il Palazzo Pizzo si trova sul corso Vittorio Emanuele ed è un tipico esempio di palazzotto borghese barocco.
Palazzo Judica
Il Palazzolo Judica, su corso Vittorio Emanuele, fu edificato alla fine del XVIII sec. dalla famiglia palazzolese più prestigiosa di quel periodo: la famiglia Judica. La facciata in stile barocco ha mensoloni e decorazioni ispirati a figure della classicità

Via Garibaldi
La via Garibaldi è stata la prima strada rotabile del paese, è caratterizzata dal susseguirsi, sul lato sinistro, di borghesi palazzi ottocenteschi, fino all’altezza della chiesa di Sant’Antonio. Da essa in poi la via Garibaldi diventa settecentesca. Piazza del Popolo Questa ariosa piazza costituisce, oggi, il centro socio-politico della vita cittadina.
La Piazza del Popolo,
con la settecentesca Chiesa di San Sebastiano, con il Palazzo Buongiorno che accompagna la chiesa verso oriente, il bel Municipio, e tutto intorno le costruzioni del secolo scorso e dei primi del novecento, è accogliente e signorile.
Piazza Umberto
I E’ una piazza raccolta, signorile, delimitata da antichi edifici. A nord, i palazzi dei rami della famiglia dei Messina di Bibbia che si estendono per un intero piccolo quartiere. Ad ovest, il palazzotto Zocco; interessante è la balconata che presenta inusuali quanto raffinati mensoloni con bassorilievi di elevato livello artistico.


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Palazzolo Acreide location cinematografica...

Palazzolo per la sua bellezza e monumentalità, e per la ricchezza delle sue opere d'arte è stata immortalata da grandi registi (alcuni dei quali: Luigi Zampa in Gente di Rispetto, Franco Zeffirelli con Cavalleria Rusticana, Giacomo Battiato con La Piovra 8, Nino Manfredi in Colpo di Luna,Antonio Albanese con La Fame e la Sete ,Ficarra e Picone in Nati stanchi ), ha visto recitare attori di grido, ha visto girare spot pubblicitari per circuiti nazionali ed internazionali.

Crediti

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